Io non sono la mia stomia – La storia di Gino
Mi chiamo Giorgio, detto “Gino”; sono nato a Pisa nel 1985, ma abito a Roma dal 2004, dove mi sono trasferito per via di quello che è il mio lavoro ma, soprattutto, la mia più grande passione: la musica jazz.
Perché hai dovuto affrontare l’intervento per il confezionamento della stomia?
Vivo con la Malattia di Crohn da quando avevo 14 anni. Una malattia complessa che è stata anche difficile da diagnosticare, scambiata all’inizio per una celiachia. Una volta arrivata la diagnosi, nel 2000, ho affrontato varie terapie che, però, non hanno sortito gli effetti sperati. In 25 anni ho trascurato la malattia e, quando mi era stata ventilata l’ipotesi di affrontare l’intervento, non ero stato debitamente informato. Non riuscivo a pensare di vivere con una stomia: essendo totalmente assorbito dal mio lavoro, vivendo spesso di notte, temevo che non sarei più riuscito a condurre la vita che amavo.
L’ultima terapia che ho intrapreso è stata con immunosoppressori, ma quando ho dovuto sospenderla, ho iniziato a stare male fino a quando, nel novembre 2023, ho dovuto necessariamente affrontare l’intervento per il confezionamento di una colostomia terminale.
C’è qualcuno che vorresti ringraziare?
Sicuramente la mia famiglia, anche se vivo lontano da casa da 21 anni ormai; mio padre è stato il mio medico di base fino a 5 anni fa e mi ha guidato tra visite e ospedali. Anche seguire un percorso di psicoterapia (da prima dell’intervento) mi ha aiutato molto. Desidero poi ringraziare la mia compagna, che mi è sempre stata vicina. Ma il mio ringraziamento più grande va alla musica: se non avessi avuto questa grande passione, probabilmente mi sarei lasciato andare. Mi ha permesso di guardare oltre la malattia, mi ha tenuto impegnato, dandomi una spinta verso la vita.